mercoledì, luglio 15, 2009
e quello che penso di più ora è che non c'è più nessuno che apre quel frigorifero e nessuno che toglie la polvere dai ninnoli sui ripiani e nessuno che trova un posto giusto dove collocare qualcosa e nessuno che chiamerà una micia sull'albero e nessuno che dirà "non sai quant'è bello qui oggi" e nessuno che darà la pasticca per il cuore a Bobo. e nessuno penserà che adesso Bobo morirà presto. e a nessuno importa che Charlie ritornerà triste e con lo sguardo sperduto e nessuno gli aprirà più la porta per farlo entrare in casa quando ci saranno i tuoni. e nessuno spargerà profumo di cucinato per le stanze e nessuno dormirà più in mansarda né verrà svegliato dalla cantilena fischiettata da Peppe. e nessuno darà vita alla lavanderia e nessuno stirerà più alla perfezione. e nessuno farà i pomodori e nessuno mangerà più quell'ottima verdura e nessuno darà acqua al prato e nessuno farà il giro della vigna e del frutteto e nessuno raccoglierà le rose e nessuno risponderà al telefono. portiamo via l'amore da lì, portiamolo via subito e mettiamolo al sicuro e proteggiamolo a più non posso fino a quando non sarà tutto finito, portiamolo con noi e liberiamolo da un'altra parte come è sempre stato. come è sempre stato. come è sempre stato.
lunedì, giugno 15, 2009
oggi mi sento che invece di scrivere mi piacerebbe dipingere. è più sintetico, basta scegliere quattro colori, non di più, e schiaffarli giù secondo l'umore. i colori non li ho, ce li ho a cera, ma secondo la mia idea un dipinto va fatto su tela, con le tempere, mentre i colori a cera me li vedo troppo su cartoncino ruvido di carta Fabriano. certo, stupidi pregiudizi che fanno molto elementari, fila in cartoleria alle otto meno un quarto di mattina prima di entrare in classe ma tant'è. resta che non saprei che dipingere, forse macchie a cui darò un senso poi, forse cerchi concentrici che racchiudono schizzi, magari nuvole dentro un cervello. di sicuro so che non dipingerei elementi geometrici e questa è una cosa su cui riflettere. sarà che la geometria non mi ha mai affascinato, gli angoli mi mettono l'ansia, le formule mi spaventano. è una cosa su cui riflettere. ma siccome una volta che trovi la risposta quella risposta è una formula, allora non ci rifletto. dipingerò scatoloni. voi non sapete quanti scatoloni, oltre a quelli che ogni giorno vedo a lavoro, ho visto e vedrò passare sotto i miei occhi. molti lo ritengono un banale strumento amico della logistica e invece secondo me bisogna rivalutare l'importanza della funzione simbolica dello scatolone. lo scatolone ci consente di portare a casa un oggetto nuovo di zecca che ci allieterà la prossima mezz'ora oppure contiene la nostra vita e la porta da un'altra parte per ricominciare migliore. pensiamo a quante aspettative mettiamo lì dentro ogni volta che lo riempiamo, e all'eccitazione ogni volta che lo riapriamo in un luogo nuovo. lo scatolone è ricercatissimo da tutti ma nessuno lo nota. lo scatolone apparentemente è solo pesante ma in realtà nasconde sempre un "ne vale la pena". ditelo che non ci avete mai pensato. io ci sto pensando da giorni, ad esempio, e mi sento anche un poco scema, per la verità. ma chi se ne frega. sentitevi scemi anche voi. io ho capito che lo scatolone è l'unica cosa di forma squadrata che può farmi fare pace con la geometria. guarda tu. la formula. ho paura?
venerdì, giugno 05, 2009
domenica, maggio 24, 2009
Pensierino. Racconta la tua domenica.
Stamattina ci siamo alzati presto, relativamente presto, e abbiamo farcito lo zainetto con dei panini farciti a loro volta di frittata, mortadella, salame, e a scelta. coca-cola, acqua lissia-gasata, frutta e poi via. parco. PIC-NIC. sole, e forse anche ruscello, devo decidere.
ci siamo sdraiati sull'erba e vi abbiamo steso la tipica tovaglietta della situazione.
poi è iniziata la lotta con glllli animali con le ali trasparenti da cui lui mi ha difesa meglio di un guerriero jedi.
subito dopo ci siamo presi per mano e siamo andati a passeggiare ma io non ho visto niente perché quando cammino mi concentro sull'aspetto del viottolo davanti ai miei piedi osservando i sassolini e i ciuffi d'erba sopravvissuti. subito dopo ci siamo sdraiati all'ombra a riposare un poco, con lui che abbracciava la mia borsa per timore me la rubassero. poi si è messo a leggere il giornale per ore, ore, ore, e io nel frattempo che mangiavo ottomille patatine, mi sono ustionata la fronte. ma contenta, eh, che un poco di tintarella mi fa sparire le occhiaie accumulate durante la settimana. una sigarettina e si son fatte le cinque, i papà giocano con la P di palla e i bambini piangono isterici. niente paura, al chioschetto vendono il gelato. teso', anche io voglio il gelato, eh, andiamolo a prendere. quale vuoi? mmmm...questo, NO!, questo, mmm...aspetta...no questo. SI!, questo. UN GHIACCIOLO? che gelato è il GHIACCIOLO? Eh, lo so ma è fresco. AH, ho capito. che facciamo riprendiamo la strada di casa? altrimenti becchiamo un rientro pazzesco. si, dai, andiamo. adesso ci siamo, in casa, mi sono messa a fare le alici marinate, dice anche che facciamo un tortino non so bene di che cosa, patate e mozzarella, boh, roba leggera, comunque. vabè, tipo che mentre sono in cucina lui ha a che fare con note, grappoli d'uva e montagne e altre cose. vado di là, mi avvicino e gli dico tesò, sento un immAnso desiderio, di avere un figlio?, interrompe lui, no, cioè, sì, non ancora, per il momento di salire su un ottovolante. e allora settimana prossima si va a DISNEYLAND a comprare un cassettiera.
Voto: 10*. emh, 10+.
martedì, maggio 05, 2009
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